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INTERCETTAZIONI DAL DOCUFILM “INTERCEPTED” SULLA GUERRA IN UCRAINA

Ecco le intercettazioni dei soldati russi al fronte mentre chiamavano i loro familiari e amici. I servizi segreti ucraini hanno intercettato e pubblicato alcune conversazioni.

𝟏° 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 - 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞

Figlio: Ciao Mamma,

Madre: Ciao, hai dieci minuti? Siete ancora nel territorio di quelli?

Figlio: Certo

Madre: Dove?

Figlio: Mamma non posso dirtelo al telefono

Mamma: Non potete telefonare?

Figlio: No

Mamma: In quale città siete?

Figlio: Non siamo in città, siamo nei paesi

𝟐° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Pronto, Pronto? Pronto?

Moglie: Caro mio, tesoro mio, sono preoccupata per te.

Marito: Questi maledetti chochol banderites sono fuori di sé. (CHOCHOL: Termine denigratorio russo per indiciare gli ucraini. Bandirites rivoluzionario ucraino);

Moglie: Perché dici che durerà? Katka ha scritto che sarà finita a marzo. Quando conquisterete Kiev?

Marito: Non ne ho idea. Ma non finirà a breve.

Moglie: Siete in Bielorussia o a Kiev?

Marito: Che c’entra la Bielorussia? Sono in Ucraina.

𝟑° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Vi siete fermati da qualche parte? Dormite normalmente in un letto?

Marito: Si. Non dormiamo molto, ma dormiamo.

Moglie: Capisco. Almeno avete vestiti e scarpe.

Marito: Si, e che vestiti, Lena! Qui vivono molto meglio di noi.

Moglie: Capisco.

Marito: Tutti vestiti di marca.

Moglie: Beh, certo, l’occidente li supporta. Con vestiti e tutto il resto.

Marito: Con le Sneaker è più facile muoversi.

Moglie: Certo. Avranno anche begli appartamenti, bei mobili….

Marito: Si, è tutto ristrutturato. Pensavo…

Moglie: In questo momento siete in un paese?

Marito: In un piccolo agglomerato con palazzi a nove piani. Tutto attrezzato.

𝟒° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Sai, tesoro, qui è tutto buonissimo. Ci hanno dato il gelato. Buonissimo! Noi…

Moglie: La gente lì vi dà le cose?

Marito: No, c’è l’hanno dato i nostri ragazzi che saccheggiano i negozi. Un gelato buonissimo. Abbiamo bevuto anche il succo, anche quello era buonissimo. Costa 13 o 15 grivnie. Sono 30 o 40 rubli per mezzo litro di succo!

Moglie: Incredibile. Ma comincio a pensare che questa operazione speciale sia una stronzata. Voglio dire, la gente di lì non ne sarà felice.

𝟓° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Pronto?

Marito: Lilicka, ciao.

Moglie: Ciao! Dove sei oggi?

Marito: Oggi i paracadutisti, ce n’erano novecento nel reggimento, ne sono rimasti trecento.

Moglie: Rimandano indietro qualcuno?

Marito: Rimandare indietro? L’unico modo per tornare indietro e con un pullman della Croce Rossa. Non siamo in Crimea. Mi sembra che la cosa stia per finire.

Moglie: Davvero?

Marito: Sì. O domani qui cominciamo a buttare giù tutto, e a schiacciare quei maledetti chochol, o torniamo tutti presto a casa, dannazione.

𝟔° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Insomma, non ci siamo sistemati male qui. Abbiamo costruito una mini sauna, ci siamo lavati. Mi sono lavato con l’acqua calda, è stato bellissimo.

Moglie: Hai lavato anche le tue cose?

Marito: Le mie cose? Ne ho già buttate molte.

Moglie: Non ti è rimasto niente?

Marito: Solo calzini e mutande. Ma sono da lavare.

Moglie: Pronto?

Marito: Mi senti? Ci hanno detto che nel luogo dove siamo diretti ci sono molti civili. Abbiamo l’ordine di sparare a tutti quelli che vediamo.

Moglie: Perché?

Marito: Perché potrebbero rivelare la nostra posizione. Ho visto un bosco pieno di cadaveri, più grande di un cimitero. Laggiù ci sono cadaveri ovunque. Tutti civili. Anche noi dobbiamo uccidere tutti i civili che passano di là. Ho detto che non ucciderò nessuno, maledizione. Mi stai ascoltando?

Moglie: Si

Marito: Allora perché non dici niente?

Moglie: Sono sotto shock.

𝟕° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Oggi ha chiamato la mamma, Andrey.

Marito: Perché?

Moglie: Un conoscente le ha detto che tornerete presto a casa.

Marito: Andiamo prima in Bielorussia, poi a Smolensk e poi chissà.

Moglie: Casso. Perché in Bielorussia e a Smolensk?

Marito: Non lo so, tesoro. Non ci dicono niente. Aspettiamo che tutti siano usciti dall’Ucraina. Noi saremo gli ultimi. Ho rubato dei cosmetici per te.

Moglie: Oh, che dolce!

Marito: Cose per la casa, per la famiglia. Sono solo dei campioncini, ma comunque…

Moglie: Ottimo, un souvenir dall’Ucraina. Obiettivamente, quale russo non ruberebbe niente?

Marito: Ho anche delle sneaker da donna, New Balance, sono di marca. Sono un 38.

Moglie: Stanno a Sofia.

Mario: Sono Blu. Sono molto belle. Qua i vestiti sono tutti di valore.

Moglie: Immagino che tutti abbiate preso qualcosa.

Marito: Hanno riempito tutti dei borsoni. Lo farei anch’io se avessi un borsone. C’era anche un portatile, ma era rischioso prenderlo.

Moglie: Quando Sofia studierà le servirà un portatile.

Marito: Qua vive una famiglia sportiva. Ho messo via anche delle vitamine.

Moglie: Le vitamine? Capisco.

Marito: E magliette da calcio e hockey nuove.

Moglie: Prendi tutto, Andrej. Quello che puoi, prendilo. Le magliette servono sempre.

Marito: È tutto di valore. Sono rimasto di stucco quando sono entrato.

Moglie: Pensa a come vivevano, e a come viviamo noi. È per questo che si battono… Dicono: “Abbiamo vissuto bene finchè non siete arrivati voi”.

Marito: La casa è completamente ristrutturata.

Moglie: Sarebbe bello portare la casetta in giardino.

Marito: Tutta rivestita in pietra.

Moglie: Peccato che sia lì.

Marito: Già. Se andremo in Siria, al ritorno voglio costruirne una uguale. La Russia è un paese tirchio. Non vogliono pagarci. Mentre qua è già il secondo giorno che andiamo in sauna.

Moglie: Sembri già più felice.

Marito: Qua vive una famiglia.

Moglie: Ma tute da ginnastica non ce ne sono?

𝟖° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: È vero che lì ci sono esplosioni? Missili?

Marito: È vero, è tutto vero.

Moglie: Che cosa orribile?

Marito: Te l’ho detto, sono proprio al centro dell’azione.

Moglie: E chi spara? Voi o i banderiti? (riferimento a Stepan Bandera)

Marito: Tutti.

Moglie: Maledizione.

Marito: Te lo dico, stiamo prendendo un sacco di nazisti. Ho perso il conto. Da stamani ne abbiamo catturati tre. E li abbiamo freddati.

Moglie: Siete vicino a Kiev, no?

Marito: No, siamo ancora qui. Anzi, siamo tornati un po' indietro. Perché li è bruciato tutto per via dei bombardamenti. Era tutto in fiamme, siamo venuti via. Tutti andava a fuoco per i bombardamenti.

Moglie: Cazz. Sono ovunque? Non andate nei villaggi.

Marito: Tutti dicono che anche se li catturi e gli spezzi le dita non si fanno niente. Non sentono niente.

Moglie: Sono come i banderiti nella seconda guerra mondiale. I nostri nonni raccontavano di come fossero indistruttibili. Cazzo sono più duri dei fascisti.

𝟗° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: E come sono i civili con voi? O non li vedete?

Marito: Cominciano a essere incattiviti, perché cosa hanno? Agricoltura e industria. Ma è tutto fermo. C’era una madre con i suoi bambini. I nostri le hanno sparato. Davanti ai suoi bambini.

Moglie: Certo, anche lei è il nemico.

𝟏𝟎° 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢

Soldato: Pensavi mi avessero già seppellito, vero?

Amico: Perché seppellito? È troppo presto per farlo. Decisamente troppo presto. Dimmi un po', hai visto delle basi NATO?

Soldato1: Finora no

Amico: No? In televisione ce ne fanno vedere tantissime, e dicono che vengono bombardate.

Soldato: Sono stronzate. Non credergli. Sono bufale. Sì?

Amico: Allora tieni la testa bassa, non guardare troppo oltre la trincea.

𝟏𝟏° 𝐌𝐚𝐦𝐦𝐚 - 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨

Mamma: Come va, tesoro?

Figlio: Così così

Mamma: Perché? Cosa vuol dire “così così”?

Figlio: Venti di noi verranno mandati in battaglia.

Mamma: Anche tu?

Figlio: si.

Mamma: Oh, figlio mio, non andare in prima fila

Figlio: prima o seconda, non cambia niente. Andremo verso la morte

Mamma: Quando vi mandano?

Figlio: Prima avevano detto ieri, ora dicono oggi. Ce ne siamo fatti una ragione. Da lì non si torna indietro.

𝟏𝟐° 𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢

Amico: Almeno lì mangiate bene?

Soldato: Più o meno. L’altro ieri abbiamo mangiato un cane.

Amico: Cosa?

Soldato: Un alabai (cane)

Amico: Mangiate i cani?

Soldato: si, avevamo voglia di carne, così c’è lo siamo mangiato.

Amico: Non avete niente da mangiare?

Soldato: Sì, le razioni. Ma non ne possiamo più. Abbiamo già mangiato tutti i polli e le oche.

Amico: Merda.

Soldato: No, no, va bene così. Ci sono state delle battaglie… Con cadaveri ovunque, sia nostri che ucraini. L’aeroporto è passato da una parte all’altra più volte. Il piano interrato dell’aeroporto era un disastro. Quando siamo partiti da lì per dirigerci a Cernobyl, i cadaveri avevano già iniziato a decomporsi. Erano accatastati uno sopra l’altro. Anche a Mariupol, non va meglio per quanto riguarda l’odore. Ci sono cadaveri sotto le macerie, gatti schiacciati… Ci sono anche cadaveri in strada. Vengono coperti e basta. E dove li mettono? Non possono essere seppelliti in strada. C’era un soldato ucraino che era ancora vivo quando l’abbiamo preso all’Azovstal. Lo abbiamo bendato e mandato al nostro posto di comando. Ma non c’è l’ha fatta. Anche lui è stato semplicemente soppresso. Chi è passato da lì e non lo sapeva gli è passato sopra. Gli sono passati sopra una decina di volte.

Amico: Porca miseria. Non so neanche cosa dire.

Soldato: Da noi non è rimasto quasi nessuno della brigata. La metà è morta o ferita. È così.

Amico: Capisco.

𝟏𝟒° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Una scheggia di una granata mi ha colpito in testa, cazzo

Mo: Avete paura?

Marito: Certo

Mo: Muchanorov non tornerà indietro, vero? Perché non mi hai detto niente? Perché mi hai detto che eri nella moschea?

Marito: Di più non potevo fare.

Moglie: Avevi paura di qualcosa?

Marito: No, no, va tutto bene.

Moglie: Che cosa orribile. Siamo molto preoccupati, io prendo delle pillole forti…

Marito: Non c’è bisogno di prenderle.

Moglie: Oggi sono arrivati dei soldi per te.

Marito: Non ho bisogno di niente, accidenti!

Moglie: Cos’è questo… Computo del dipartimento federale del tesoro, VTB?

Marito: Non lo so. Non me ne importa niente dei soldi ora.

Moglie: Promettimi che rimarrai vivo e in salute.

Bambino. Ciao!

Marito: Ciao, piccolo. Come stai? Tutto bene.

Bambino: Papà, ti voglio bene! Torna presto a casa.

Marito: Promesso

Bambino: Papà. Ci manchi!

Marito: Ciao, bambini.

Bambino: Torna presto, Ti aspettiamo.

𝟏𝟓° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Senti… Lisa mi ha detto che a scuola hanno raccolto aiuti umanitari, Lisa mi ha mandato dei calzini. E ha scritto una lettera.

Moglie: Ah, sì.

Marito: Valerij Babaev ti scrive Elisaveta Babaeva. Uccidi in fretta tutti gli ucraini e torna presto a casa, ti prego.

Moglie: In fretta cosa?

Marito: Uccidi in fretta tutti gli ucraini e torna presto a casa.

Moglie: Beh, la bambina ha ragione.

Marito: Già.

Moglie: La scuola raccoglie aiuti umanitari per l’Ucraina?

Marito: Si, dappertutto.

Moglie: Per i soldati o per gli ucraini?

Marito: Per i soldati.

Moglie: Bene, gli altri dovrebbero andare all’inferno.

𝟏𝟔° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Perché ci siamo messi contro l’Ucraina? Per conquistarla, e poi?

Moglie: Per conquistare cosa?

Marito: L’Ucraina, E cosa cambia?

Moglie: Aspetta, ci minacciano con la bomba atomica.

Marito: Sciocchezze. Se la usassero, ne sarebbero danneggiati anche loro stessi.

Moglie: Siete così impreparati dal punto di vista politico laggiù? Non siete motivati…

Marito: Questi politici…

Moglie: State difendendo il vostro popolo, il vostro Paese. Non sapete neanche cosa ci fate lì.

Marito: Quale popolo? Pensi che a Putin importi qualcosa del popolo? Qua si tratta di territori. Di Potere.

Moglie: Siete degli idioti.

Marito: Certo.

Moglie: Siete proprio degli idioti.

Marito: Ho chiesto alla gente qui. Non hanno bisogno del nostro aiuto.

Moglie: Non si tratta di difesa. Non difendiamo nessuno lì. Solo i nostri confini. Perché i soldati americani non ci piazzino armi atomiche. Ora hanno scoperto questi laboratori in Ucraina. Tutto il nostro bestiame era ammalato. Anche il coronavirus veniva da lì.

Marito: Sciocchezze. Come ci sarebbero riusciti? Sarebbe morto anche il loro bestiame.

Moglie: Ci sono gli americani dalla parte degli ucraini.

Marito: Tutto questo lo fanno in Ucraina, giusto?

Moglie: Si

Marito: Avrebbero guadagno dei soldi. E poi, cosa avrebbero fatto?

Moglie: Beh, questa è la politica.

Marito: Qui c’è molto bestiame. Non è come da noi. Ce n’è più che da noi.

Moglie: Va bene, ma sai quanto bestiame è morto da noi?

Marito: E quindi? Da loro non muore, è vero? Gli esperimenti li devono fare da qualche parte, no?

Moglie: Li fanno su di noi.

Marito: Ma poi gli ritornerebbero indietro in qualche modo.

Moglie: A quanto pare no. Non è cosi che funziona. È tutti ben congegnato.

𝟏𝟕° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Che dice Biden? Quando finirà?

Moglie: Continua a gettare fango su Putin.

Marito: Gli Stati Uniti. Sono interessati?

Moglie: Certo. Io penso che questa situazione sia stata creata per trascinarci in guerra. In un certo senso l’Ucraina era pronta a trascinarci in questa guerra. Avremmo dovuto farci male. Avremmo dovuto… rovinarci economicamente. Perché l’economia non se la sta passando bene.

Marito: Finora sembra tutto procedere bene secondo il piano americano. Altri sei mesi di guerra così e la Russia non esisterà più.

𝟏𝟖° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Noi crediamo a quello che vediamo con i nostri occhi

Moglie: Ma in Russia dicono.. che stanno conquistando una città dopo l’altra. Ed è vero.

Marito: Si, certo… Non stiamo conquistando un c*zzo e adesso ci stiamo ritirando.

Moglie: Vi state davvero ritirando?

Marito: Si, il primo gruppo è partito oggi. Domani partirà il resto. Saremmo dovuti arrivare oggi, ma ci siamo persi. Non sappiamo neanche dove dobbiamo andare.

Moglie: Ma in Russia dicono…

Marito: Sono sciocchezze. Perché dovrei dirvi la verità se ti fa solo preoccupare? Stai diventando isterica.

𝟏𝟗° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Non siamo ancora riusciti a conquistare un villaggio. Ci sono trincee, bunker, tunnel sotterranei. Noi della fanteria andiamo contri carri armati. E ci massacrano. Ci servirebbero prima i bombardieri e poi la fanteria.

Moglie: Chiaro.

Marito: Il carro armato ha preso fuoco insieme al suo equipaggio. Il nostro VTT con la squadra di ricognizione. Ci siamo ritirati. Kulik è ferito. È stato colpito al viso, alla mascella. Altri hanno traumi da esplosione, ferite alle gambe o alle spalle. Qua ci sono cantine in ogni cortile. Le abbiamo passate in rassegna. Non come da noi.

Moglie: Te l’ho detto, gli orti….

Marito: Si, vivono nei loro orti. E hanno tanto bestiame. Apriamo la cantina e gridiamo: “Uscite, o vi buttiamo le granate!” “no, le granate no!” Poi escono quattro uomini e depongono le armi. I nostri poi sparano a tutti e quattro.

Civili o no, entriamo in ogni cortile. E prendiamo tutte le conserve. Perché dovrebbero farci pena?

Moglie: Certo, topino, sono tutti traditori.

Marito: Ho detto che avremmo macellato una delle loro tre pecore. “Ragazzi, anche noi dobbiamo mangiare!” Non me ne frega niente. Non è certo colpa nostra se siamo qui.

𝟐𝟏° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Vi bombardano?

Marito: Ogni giorno. Questi maledetti chochol! (parola offensiva verso gli ucraini). Si sono dei mostri. Siamo sotto pressione. Per ora stiamo perdendo.

Moglie: Lì da voi state perdendo, ma nel complesso state vincendo.

Marito: Forse è quello che vi raccontano in televisione. La verità è molto diversa. Perché? Ci stanno assediando.

𝟐𝟐° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Non escono, quindi ci provano di notte. Ma non sta funzionando. Va tutto bene.

Moglie: Cos’è che non sta funzionando? Cercano di passare di notte e voi li ammazzate?

Marito: Si

Moglie: D’altronde, hanno scelto il loro destino. Non mi fanno neanche pena.

Marito: Nemmeno a me. Neanche un po'. Neanche la popolazione civile. Chi voleva poteva andarsene. E gli altri….

Moglie: Si, si possono ammazzare.

Marito: Lo facciamo. Sono rimasti. Quindi chi se ne frega.

𝟐𝟑° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: State facendo gli spiedini?

Marito: Come?

Moglie: Di questi chochol (parola offensiva per dire ucraini). Spiedini di chochol. Uccidete quegli schifosi. Trasformateli in spiedini. Cuoceteli tutti allo spiedo.

𝟐𝟒° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Ci intercettano. Se ci ascoltano voglio dirgli che sono dei gran ricchioni. Bruceranno all’inferno, o nelle nostre prigioni. Avranno il manico di scopa di una vanga ad attenderli. Il manico della vanga con cui si violentano i prigionieri. Mi capisci? Questo è quello che voglio dire. Se ci ascoltano, voglio che sentano anche questo. Perché… No, no. Questa è la prima cosa. Ti dico, la gente, finchè c’è da mangiare, finchè non è colpita dalla disoccupazione…

Marito: Non succederà.

Moglie: Succederà, succederà. La cosa interessante è che quelli che ora sono disoccupati hanno tra i venti e i quarant’anni. Quelli che se stanno andando… No, non i blogger, non sto parlando di loro. Molti lavoravano nei negozi.

Marito: Andranno nelle fabbriche, nei campi. Coltiveranno i loro orti, e non avranno più bisogno di generi alimentari dall’Occidente. Neanche dei vestiti.

Moglie: Ti senti bene? Senza cose del genere l’economia non si sviluppa. Senza cooperazione, l’economia non si sviluppa. L’isolamento del Paese ci si ritorcerà contro.

Marito: Putin ha abbandonato il dollaro. Ora lavoreremo con lo yuan. Lavoreremo con la Cina. La Cina è la prima economia mondiale.

Moglie: È vero. Tutti coopereranno con la Cina.

Marito: A che ci serve questa “Europa queer?” Sono tutti omossessuali filoccidentali.

Moglie: Per favore, non chiamare più.

Marito: Tutti a sventolare i loro c*zzi.

Moglie: Te lo ripeto: non chiamare più.

Marito: Mi dispiace che tu reagisca così.

Moglie: Non ti rendi conto dell’entità delle cose. Il fatto che vi mandano lì è il culmine. Non ne uscirà niente di buono.

Marito: Invece sì.

Moglie: No, finchè ci sarà questo governo non ne uscirà niente di buono. Niente di niente. A cominciare dal sistema giudiziario, in cui lavoro da otto anni. In questo periodo, ho visto tantissima m*erda. Mi dispiace, ma degli innocenti

sono stati condannati, e a nessuno è importato. E questo porcile non è solo nel sistema giudiziario. Questo schifo è ovunque, anche nella testa della gente. Capisci? La rovina è una scelta consapevole. Gli altri decidono per te. Abbiamo fatto questa scelta rimanendo in silenzio.

𝟐𝟓° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Marito: Cosa vuoi che ti dica? Non ti racconterò com’è davvero, Nastja. Nastja…

Moglie: Speravo che non combattessi.

Marito: Nastja, tesoro. Certo che combatto. Nastja, posso… Posso sparare a una persona in testa. Bam! Con un kalashnikov posso crivellare centinaia di persone. Non mi credi? Nastja, sono impazzito! Non sono più normale Non mi credi? Nastja, sono impazzito! Non sono più normale Non mi credi? Nastja, sono impazzito! Non sono più normale.

Moglie: Come vivremo?

Marito: Posso uccidere un essere umano. Sparandogli semplicemente alla testa. Semplicemente alla testa. Non ho paura.

Moglie: Ne vai fiero?

Marito: Non ne vado fiero. Semplicemente non me ne frega un c*zzo. Tornerò a casa, vivo e vegeto. E crescerò mio figlio come si deve, Nastja. I civili li ho buttati nelle trincee. Ho sparato loro alla testa. Mi hanno supplicato. Ma ho sparato loro comunque. Non pensare che sia una brava persona. Sono come sono. E così come sono che tornerò. Magari sarò un po' più pazzo, ma tornerò.

Moglie: Volevi rimanere una brava persona, e adesso…

Marito: Non ti ho mentito. Né mai lo farò. I chochol (dispregiativo per dire ucraini) si sono inginocchiati davanti a me e mi hanno supplicato dicendo: “Russia forever”. Li ho obbligati a dirlo. Si sono inginocchiati davanti a me, Nastja. Li ho obbligati.

𝟐𝟔° 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 - 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨

Madre: Non perdete lo spirito combattivo, figliolo. Quello che fanno lì… state facendo qualcosa di grande. Ricordatevelo.

Figlio: Che facciamo? Ammazziamo bambini innocenti.

Madre: No, non ammazzate bambini. Ammazzate i fascisti. Credimi, maledizione.

𝟐𝟕° 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 - 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨

Figlio: Pronto?

Madre: Ciao, tesoro.

Figlio: Ciao, Come stai?

Madre: Tu come stai?

Figlio: Benissimo. Sono appena uscito dalla sauna.

Madre: Da dove?

Figlio: Dalla Sauna.

Madre: Fai davvero la sauna?

Figlio: No, è così che chiamiamo il tubo dell’acqua che usiamo per lavarci.

Madre: Oh, ma è fantastico. È fantastico, cosa bisogna dire.

Figlio: Andiamo in giro… Prendiamo le patate dai contadini

Madre: Le comprate o ve le danno così?

Figlio: Ce le danno così. Abbiamo preso dei libri, leggiamo. Ci stiamo facendo una cultura.

Madre: Bravi. Ma fate attenzione agli abitanti dei villaggi. Ho commissionato delle preghiere per te. Le ho chieste appositamente per te. Una a Baltijsk, una a Kaliningrad, due a Sovetsk e una a Slavsk. Quindi non preoccuparti. Non pensavi mica che la mamma stesse senza far nulla? No.

Figlio: Sai, qui da noi …. Davanti ami miei occhi… Ho partecipato anch’io… C’erano dei ragazzi dell’FSB che torturavano dei prigionieri. Sai cosa si intende per “rosa”?

Madre: No.

Figlio: Sul corpo di un uomo si possono fare ventun rose.

Madre: Come?

Figlio: Venti dita e il membro. Scusa la parola.

Madre: Capisco.

Figlio: Sai come si chiudono i boccioli quando le rose fioriscono?

Madre: Sì

Figlio: Allo stesso modo la pelle si stacca con la carne lungo l’osso, sulle dita di mani e piedi. È così che si fa.

Madre: Accidenti.

Figlio: Si chiama “ventun rose” sul corpo di un uomo. Sai cos’altro ho visto?

Madre: Perché hai detto di aver partecipato anche tu? Erano quello dell’FSB.

Figlio: Beh, i prigionieri li abbiamo presi noi.

Madre: E quindi?

Figlio: Fuori dalle stanze di tortura, mentre aspettavamo i supoeriori….. gli abbiamo spezzato le gambe per non farli scappare. I ragazzi hanno catturato un civile. Gli hanno preso il telefono. Aveva le foto di tutte le nostre posizioni. Aveva scattato le foto e le aveva mandate a loro.

Madre: Già, non ci si può fidare di loro, dei chochol (termine dispregiativo per ucraini).

Figlio: Lo hanno picchiato con un manganello di gomma. Picchiato a morte. Ti immagini che botte deve aver ricevuto per essere ucciso con un manganello di gomma? Si chiama “Manganello sedativo”. Un altro metodo di tortura consiste nell’infilare un tubo nel c*lo.

Madre: Davvero?

Figlio: Si, e poi ci mettono il filo spinato. Lo facevano già in Cecenia.

Madre: Lo sai, si, come ci umiliano gli ucraini?

Figlio. Lo so. Perciò non ho pietà.

Madre: Ah, si?

Figlio: Eravamo lì, e questo ucraino, quello che avevamo imprigionato, ha detto: “Per la mia morte, i miei ragazzi ne prenderanno due dei vostri”. E seduto lì, ha detto: “Non me ne frega un c*zzo della morte, muoio per la verità”. Stava l’, legato alla sedia, con tutte le dita rotte. Gliele avevo rotte io. E lui è stato zitto. Mi piace farlo.

Madre: Ti piace?

Figlio: Sì, non lo so.

Madre: Ti ho sempre detto che io mio controllo. Se fossi al fronte con te, piacerebbe anche a me. Siamo uguali, io e te.

Figlio: Mi rendo conto di impazzire. Per me è normale raccontare certe cose.

Madre: Non stai impazzendo, sei perfettamente normale.

Figlio: Mamma, qui ammazziamo le persone.

Madre: Sei sicuro che siano persone? Non sono persone.

Figlio: Ero un bravo ragazzo. Ti dico… Mi piacerebbe raccontarti tutto. Se solo sapessi quanto sono cambiato.

𝟐𝟖° 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨 - 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞

Moglie: Smettila. Altrimenti ti mandiamo da uno psicologo quando torni.

Marito: Sono solo ricordi…

Moglie: Sì, ma col tempo svaniscono.

Marito: Ma non sempre. Tesoro, non sempre se ne vanno.

Moglie: Tutto non si dimentica ovviamente. Ma alla fine una persona si tranquillizza. Si riprende normalmente.

Marito: Non so come farò a dormire quando tornerò.

Moglie: In che senso? La prima settimana sarai un po' irrequieto. Come Sasha, che riposi in pace. È stato a Groznyj. Per due anni, e lì si sparava e basta.

Marito: Il tempo trascorso qui conta come tre anni lì.

Moglie: Perché non vi aspettavate una cosa del genere.

Marito: No, non pensavamo…

Moglie: Non se l’aspettava nessuno. Se quegli str*nzi della Nato non gli avessero dato armi pesanti avremmo già fatto piazza pulita da tempo.

𝟐𝟗° 𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢

1: Dimon, sono sicuro che la conquisteremo tutta.

2: Non so. Come si chiamava la prima operazione? “Lotta al fascismo in direzione di Kiev e Chernihiv”. E non abbiamo conquistato niente, maledizione.

1: Ora si chiama “Arco del Donbass”.

2: Ma non sappiamo davvero cosa siamo andati a liberare, vero?

1: Già nessuno lo sa.

2: È una guerra per la causa.

1: Ma quale causa, maledizione? La causa di chi?

2: Si dice così, “per la causa”.

𝟑𝟎° 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 - 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨

Marito: Pronto?

Moglie: Si?

Marito: Come va lì da voi?

Moglie: Come stai? Qua tutto bene. Sono al lavoro. Tu come stai?

Marito: I ragazzi hanno chiamato il comitato di m*rda. Dicono che non siamo in Ucraina. Ti rendi conto? Dicono che siamo in addestramento.

Moglie: Si, c*zzo, lo sappiamo. Abbiamo già scritto a tutte le istituzioni. Non interessa a nessuno.

Marito: Prossimamente non trasporteranno neanche le salme.

Moglie: Un litro di latte? Cosa non trasportano?

Marito: I morti, i morti. E sono molti, a Lebedjan’, l Lipeck. Abbiamo trovato una giacca della Rosneft, insanguinata.

Moglie: Che orrore.

Marito: Le macchie non sono così grandi.

Moglie: Fantastico. E lì, non hanno intenzione di spostarvi? Di tornare in addestramento?

Marito: Se ne è parlato, ma no. Ci mandano solo più avanti.

Moglie: Davvero?

Marito: Ora hanno mandato i detenuti dalla prigione. Li hanno messi in prima linea. Noi siamo qui a fare da barriera. Se qualcuno prova a scappare, a indietreggiare, gli spariamo.

Moglie: Che cosa tremenda.

Marito: È così che funziona qui. Noi siamo la seconda fila e monitoriamo la prima. Dietro di noi c’è un’altra fila. Non si può tornare indietro. Se cercassimo di scappare, i nostri ci sparerebbero. Di giorno ancora va bene, ma la notte è terribile. Nessuno fa domande di notte. Se arriva qualcuno, dobbiamo sparargli.

𝟑𝟏° 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 - 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨

Moglie: Sasha, da noi va tutto bene, non devi preoccuparti. Pensa solo a tornare sano e salvo. Tutto ha poca importanza, il lavoro, niente conta ormai. I soldi ci sono, ci arrangeremo. Avete ancora novanta giorni fino a settembre.

Marito: Qui quegli str*nzi non ci dicono niente. Sono arrivati i russi. Un reggimento l’hanno mandato sul campo senza cibo.

Moglie: Vi metteranno sotto pressione. Non cedere.

Marito: No, chiaro, ma la pressione è molta. Ci svegliamo di notte. Sveglia, adunata…

Moglie: Lo so. Non firmare nulla. Chi sta facendo pressioni? I russi o quello della RPD?

Marito: I russi sono venuto due volte, la notte. Il nostro comandante costringe tutti….

Moglie: E tu dì: “Sono un vecchio con le emorroidi, non un guerriero”.

Marito: Non ci sono ancora repressioni ma ci mortificano: “Che razza di rammolliti siete, firmate!”

Moglie: Tu dagli ragione. Digli di sì.

Marito: Se firmiamo il contratto, offrono uno stipendio di duecentomila rubli.

Moglie: Duecentomila? Non Farlo!

Marito: Tre milioni se vieni ferito.

Moglie: Certo.

Marito: Cinque milioni in caso di morte, credo.

Moglie: Nessuno qui riceverà mai tre o cinque milioni. Sai che cosa fanno? Scrivono “infarto” su tutti i dossier. Sai quante donne hanno perso il marito? Sono tutti infarti.

𝟑𝟐° 𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢

1: Non arriva nessun rinforzo?

2: No.

1: E non potete neanche lavarvi?

2: Qui non c’è niente, solo alberi. Non c’è elettricità, non c’è acqua. C’è solo un pozzo. Viviamo come nell’età della pietra. Niente internet. Niente notizie. Non so neanche cosa sta succedendo in Russia.

1: Cosa sta succedendo in Russia? Te lo dico io, cosa sta succedendo in Russia: c’è una mobilitazione. In duecentomila si sono arruolati. Duecentomila sono fuggiti in Kazakistan, in Georgia, in Mongolia.

2: Vuol dire che quelli che arriveranno saranno senza addestramento, verranno qui come carne da cannone, capisci?

𝟑𝟑° 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 - 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨

Madre: Hai solo un obiettivo, Anto: sopravvivere. Muoiono tantissimi giovani. Gli Usa e l’Ucraina hanno fatto delle stime. Secondo gli Stati Uniti sono morti ventunmila soldati russi. Secondo l’Ucraina ventiquattromila. E qua dicono mille e duecento. Pensa un pò! E questi sono ragazzi tra i diciotto e i venticinque anni. E chi pagherà le nostre pensioni? Nessuno, saranno abolite. Siamo rovinati. E andrà avanti per un po'. Dieci o quindici anni sicuro. Finché non concluderanno questa c*zzo di operazione speciale. Nessuno sa quando finirà. E poi servirà il tempo di ricostruire tutto. È tutto a carico nostro.

Figlio: Già.

Madre: E in Tv ogni giorno c’è qualche idiozia da celebrare. “Ulan-Udè oggi compie 99 anni, facciamo un grande concerto”. Non importa se in Buriazia ogni giorno si seppelliscono soldati morti.

Figlio. Già.

Madre: Dovremmo essere in lutto. In Tv ci sono trasmissioni politiche su tutti i canali. Parlano a vanvera tutto il giorno. Tutta quella gente e neanche un briciolo di verità.

𝟑𝟓° 𝐌𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 - 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨

Moglie: Ma tu dici sempre: “Va tutto bene, vinceremo”. È quello che dici sempre.

Marito: Non più.

Moglie: Andrà tutto bene. Non dire così.

Marito: Non più.

Moglie: Basta. È quello che hai sempre detto, e così sarà.

Marito: Fin dall’inizio ci sono stati scontri e basta. Quello che dicono i telegiornali non ascoltatelo, non guardatelo.

Moglie: Non lo guardo, è impossibile farlo. Vivo soltanto con il pensiero che andrà tutto bene e che vinceremo.

Marito: Fin dall’inizio ho sospettato che non sarebbe andata così. Noi torneremo a casa solo in due modi: morti o feriti.

Moglie: Sei impazzito?

Marito: Ti dico solo come stanno le cose.

Moglie: Tornerai, lo so. Non può essere altrimenti.

Marito: Come sta il piccolo?

Moglie: Bene, sta lì e osserva. Ha avuto di nuovo mal di pancia. Ha detto alla nonna che ora a sei anni e che decide tutto da solo.

Marito: Assicurati che Vadim non si arruoli nell’esercito.

Moglie: Come si fa?

Marito: Cosa?

Moglie: Come si fa?

Marito: Quando arriva la chiamata alle armi non uscite più. Parla con la mamma. Chiedi aiuto allo Zio Gena, a chiunque. Digli di fare qualunque cosa per tenerlo fuori dall’esercito. Questo è il mio ultimo desiderio.

Moglie: Smettila, non dire così.

Marito: Hai sentito quello che ti ho detto?

Moglie: Sì, ho sentito.

Marito: E mi ascolterai?

Moglie: Sì, sì, ti ascolterò.

𝟑𝟔° 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 - 𝐒𝐨𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚

Sorella: Pronto?

Fratello: Mi sono dimenticato di dirti che Dimon è ferito. Ha una frattura nel ponte del naso, di circa un centimetro. E probabilmente ha perso l’occhio sinistro. L’ho bendato io stesso e gli ho fatto una puntura antishock. Non piangere, c*zzo!

Sorella: Non sto piangendo.

Fratello: Ascoltami! Sto cercando di farlo evacuare. Ci sto provando, ci sto provando. Resistete. Non fatevi prendere dal panico. Hai capito?

Sorella: Sì, ho capito.

Fratello: Niente panico, sorellina. I fratelli maggiori ci hanno lasciato. Ora siamo soli. Non ho più munizioni. Tutte andate oggi. Buba aveva le gambe rotte. Ci ha salutato via radio. Sì è fatto saltare in aria. M*rda, non mi hanno portato nessuna mina. Ma ho una mitragliatrice. Non mi prenderanno. In nessun caso.

Sorella: Ti amo tanto. Perdonami per tutto. Sei un eroe, capito? Sei il mio eroe!

Per chi desiderasse guardare il film:

Intercepted - Guarda il documentario completo | ARTE in italiano
Sovrapponendo le immagini dell'Ucraina devastata dalla guerra alle registrazioni delle conversazioni tra i soldati russi e le loro famiglie, intercettate da Kiev, questo film mette a nudo l'imperialismo di Mosca e la disumanizzazione generata dai conflitti.   

https://www.arte.tv/it/videos/114590-000-A/intercepted/

https://www.arte.tv/it/videos/114590-000-A/intercepted/

Foto profilo per John Battista
Fact checking e difesa militare
Funzionario presso Governo1986–presente
Laurea Magistrale presso UniversitàHa conseguito la laurea nel 2000
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